Note di inverno a Napoli: bilancio di un'esperienza Stampa
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Note d'Inverno 2008 from studioalessandroleone on Vimeo.

 

24 concerti distribuiti su un periodo di 29 giorni hanno rappresentato una grossa sfida organizzativa nonché una fantastica opportunità per sperimentare sul campo quanto la musica d'arte possa rappresentare in termini di potenziale attrattivo.
Nata dalla collaborazione di tutte le realtà associate a Sistema Med, la rassegna ha fatto ascoltare sia la musica di Napoli oggi, proponendo chi la suona, ma anche chi la scrive e la produce, sia la musica di ieri, la grande Scuola Napoletana ed i suoi epigoni, ma anche  tanti compositori che con Napoli hanno avuto legami, contatti e collaborazioni nel corso dei secoli passati.
È stata una grande festa della musica nel segno di Napoli, che si è dimostrata ancora una volta città vitale, attenta, in grado di offrire eccellenze in molti campi e di poter raccogliere intorno all'arte entusiasmo ed apprezzamento. La partecipazione del pubblico, sempre generosa,  ha seguito un crescendo costante, che è culminato nella massiccia affluenza agli ultimi concerti, nei quali si è registrato addirittura qualche problema di sovraffollamento rispetto alla capacità dei luoghi individuati.
È senz'altro stata una esperienza emozionante vedere persone in attesa già anche un'ora prima dell'inizio dei concerti, attendere il momento di poter ascoltare compositori come Scarlatti, Haendel, Mercadante, Bach e precipitarsi verso i posti disponibili con l'ansia di partecipare ad un evento atteso con gioia.
Per chi, come noi, da anni pratica le sale da concerto è stato significativo vedere anche persone che chiaramente non hanno mai condiviso questo tipo di interesse, avvicinarsi ai concerti con quella modalità un po' timorosa ed anche un po' inconsapevole delle regole, che è propria di chi tenta un ascolto fuori dalle sue abitudini senza forse nemmeno ben sapere cosa attendersi. Ma molti sono tornati, li abbiamo riconosciuti nel gruppo degli habitués, che ha seguito con passione l'intero ciclo senza perdersi un appuntamento.
Questo è un dato per noi estremamente significativo, incoraggiante e stimolante per il futuro; da anni si discute di come avvicinare nuovo pubblico alla musica, oltre che di come valorizzare il patrimonio musicale della città e della regione; forse questa è una strada da percorrere, magari inserendo in modo non accademico piccoli elementi didattici di conoscenza della musica, delle sue forme e della sua storia, che possano facilitare l'ascolto e l'avvicinamento di questo pubblico "allargato".
Il programma, nella sua lunga ed accurata articolazione, si è rivelato vincente per la sua eterogeneità e per il legame che ha comunque mantenuto con la musica napoletana negli accenti e nei rimandi, creando una piacevole consuetudine per tanti che hanno seguito l'intera manifestazione.
La scelta delle sedi di grande valore architettonico ed artistico, a volte poco note allo stesso pubblico napoletano, è stato un altro punto di forza dell 'evento, un percorso di scoperta e valorizzazione di alcuni luoghi ed Istituzioni di quella Napoli che non fa rumore, ma opera e lavora rappresentando quella sospirata normalità tanto difficile da portare avanti  nella nostra città.
La collaborazione ricevuta da Istutuzioni prestigiose come l'Archivio di Stato, il Pio Monte della Misericordia, il Museo Diocesano di Donnaregina, Palazzo Reale ed altre ha permesso ai concerti di offrire esperienze non solo sonore, ma anche visive di eccezionale impatto emotivo.
Già quest'anno era nel progetto l'idea di tracciare una sorta di storia musicale dei luoghi che hanno ospitato la rassegna, così da riscrivere un itinerario delle presenze, delle atmosfere e delle esperienze che hanno fatto la storia della capitale della musica, quale Napoli è stata per almeno un secolo; il progetto è stato accantonato per problemi di tempo, ma potrebbe essere efficacemente ripreso già da subito, per diventare un ulteriore elemento di quel percorso della città cantante, che si va delineando per il futuro.
Tra le criticità riscontrate c'è stato senz'altro il breve tempo a disposizione per  organizzare un evento così complesso, dato che ha inciso sulla qualità dell'organizzazione soprattutto in termini di scelta dei luoghi e di cura dei dettagli, nonché sulla rinuncia ad una serie di interessanti attività parallele che si sarebbero potute studiare per ottimizzare sia la comunicazione che le presenze.
La tardiva definizione dell'iniziativa ha senz'altro pregiudicato anche la possibilità di comunicare per tempo un programma compiuto sui mezzi nazionali ed internazionali, dovendo puntare tutto su una campagna locale, che è partita praticamente contestualmente alla manifestazione.
Anche l'accesso gratuito alle manifestazioni ha rappresentato, a nostro avviso, una criticità dell'operazione; se da un lato ha infatti permesso una larga partecipazione del pubblico, dall'altra ha generato quei fenomeni di scarsa attenzione e di accesso casuale ai concerti, che a volte hanno creato problemi di ordine e serenità nello svolgimento delle serate. Un biglietto, sia pure di entità simbolica, potrebbe disciplinare meglio l'afflusso del pubblico, rinforzando il valore dell'iniziativa; a questo andrebbe affiancato un efficace servizio di prenotazione dei posti disponibili, servizio che caratterizzerebbe di maggiore  professionalità anche l'aspetto dell'accoglienza turistica.
In sintesi l'esperienza di Note d'Inverno si può definire un successo, forse anche al di là delle previsioni, per quanto riguarda la risposta della città ad una così massiccia proposta musicale; la sistematizzazione dell'offerta, quasi un concerto al giorno, ma di qualità, si è rivelata una scelta vincente, in grado di inserire anche gli appuntamenti "rituali" di un periodo forte come quello natalizio, all'interno di un'offerta organica e non dispersiva.
Da parte nostra la soddisfazione va alla capacità dimostrata dalla nostra struttura, nel suo complesso, di affrontare una sfida complessa trasformandola  in una scommessa vinta sia sul piano organizzativo, sia  su quello dei risultati.
La nostra disponibilità a ripetere l'esperienza per il prossimo anno, m igliorandola in ogni possibile aspetto, è chiaramente totale, ferma restando la nostra necessità di poter disporre, già da ora, di tutto quanto necessario ad una veloce ed accurata definizione del programma artistico ed organizzativo, che solo può garantire il successo ed il risultato, soprattutto in termini di richiamo turistico, di una prossima edizione di Note d'Inverno per il 2009.
Avere per tempo certezze riguardo alla disponibilità dell'Amministrazione a proseguire la strada delineata quest'anno, ci consentirebbe, oltre ad una migliore organizzazione, una rapida e tempestiva definizione del programma, vitale dal punto di vista comunicativo e strategico, ma anche una efficace ricerca di sostenitori finanziari privati, in grado di integrare le eventuali risorse messe a disposizione dagli Enti locali.
Resta inoltre aperta la possibilità di inserire all'interno del programma alcuni appuntamenti di assoluta eccellenza sul piano internazionale, che possano rispondere all'esigenza del Grande Evento comunicativo, che, come nel caso della presenza della Signora Zapatero in questa edizione, abbiano la capacità di attirare turisti e visitatori esaltando la ricerca di un pubblico colto e sensibile alla elevata qualità artistica dell'offerta proposta.

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Febbraio 2009 17:29 )